EVENTI
STOQ 2009 – CONFERENZA INTERNAZIONALE SU
«EVOLUZIONE BIOLOGICA. Fatti e Teorie»
Abstracts degli interventi:
Werner Arber, Università di Basilea, Svizzera (Premio Nobel in Medicina nel 1978)
Evidenze Bio-Molecolari
Poco dopo la cosiddetta "sintesi evolutiva moderna" che ha portato al Neo-Darwinismo intorno al 1940, i genetisti microbici scoprirono che le molecole di DNA sono i portatori di informazioni genetiche. Insieme con la successiva scoperta della struttura "a doppia elica" delle molecole di DNA, ciò condusse alla genetica molecolare e recentemente anche all’evoluzione molecolare.
Ricerche sperimentali sulla mutagenesi spontanea soprattutto con i batteri hanno rivelato un numero di diversi e specifici meccanismi molecolari che contribuiscono alla generazione di varianti genetiche, che guidano l’evoluzione biologica.
Questi meccanismi possono essere classificati in tre strategie naturali per generare varianti genetiche:
(1) cambiamenti locali nella sequenza di nucleotidi di DNA,
(2) ricombinazioni intragenomiche di segmenti di DNA,
(3) acquisizione di un segmento di DNA estraneo.
Alcuni esempi di questi meccanismi e strategie saranno discussi, come anche le loro differenze qualitative con riferimento ai loro contributi all’evoluzione. Verrà discussa la rilevanza generale di queste intuizioni sull’evoluzione biologica per tutti gli esseri umani. Sulla base delle conoscenze attuali, si ipotizza che i prodotti di uno specifico "gene dell’evoluzione" forniscano originali varianti genetiche in cooperazione con vari elementi non-genetici come le flessibilità strutturali e le instabilità chimiche delle biomolecole, l’impatto di mutageni chimici e fisici, e l’incontro casuale. In conclusione, la realtà naturale si prende attivamente cura dell’evoluzione di popolazioni di organismi e mantiene bassi i tassi di mutagenesi, assicurando una agevole stabilità genetica a tutti gli organismi.