EVENTI
STOQ 2009 – CONFERENZA INTERNAZIONALE SU
«EVOLUZIONE BIOLOGICA. Fatti e Teorie»
Abstracts degli interventi:
Anne Dambricourt-Malassé, Museo Nazionale di Storia Naturale, Francia
La Stirpe Umana: un Processo Macro-Evolutivo che agisce durante la Embriogenesi con Implicazioni Macro-Evolutive Impreviste
Le trasformazioni morfologiche che segnano i grandi stadi della filogenesi umana tra i primati possono essere visti come successioni di modelli embrionali, strutturalmente stabili durante i lunghi periodo geologici, essendo la transizione quella dei cambiamenti discreti, come gli equilibri punteggiati. Non solo i processi macro-evolutivi furono alla base delle origini dell’uomo, ma anche l’iterazione di cambiamenti morfogenetici come la rotazione sferoidale al polo cefalico dell’asse embrionale, che richiama gli irreversibili e deterministici processi caotici (criticità non lineare, dinamica, auto-organizzata, stranges attractors). Queste traiettorie evolutive replicabili della morfogenesi embrionale (il tubo neurale che si avvolge generando la flessione sferoidale, i geni omeotici che agiscono lungo l’asse cerebro-spinale) fa supporre l’esistenza di meccanismi conservativi regolatori quando il sistema fu attraversato da un flusso informazioni genetiche stocastiche o dissipative (fonte di numerosi aborti spontanei, teratologia fetale e anormalità post-natali). L’apparizione degli ominidi (ovvero del bipedismo permanente), circa 5 milioni di anni fa, dipende da fattori ambientali favorevoli (acqua almeno per una lunga gravidanza, nutrimento), ma il meccanismo naturale è quello del processo macro-evolutivo discreto e neghentropico, caratterizzato da effetti epigenetici di complessità crescente, canalizzato nel controllo psicomotorio dell’equilibrio posturale. Oggi, nelle loro cellule, gli esseri umani sono uno stadio di un irreversibile processo macro-evolutivo. Questo è accaduto per ciascuna specie di grande scimmia antropomorfa tra 18 milioni e 5 milioni di anni fa, ma senza una qualità speciale che adesso caratterizza l’Homo sapiens davanti alla fragilità di ogni forma di vita, il senso di libertà e di responsabilità.
Nell’era della meccanica quantistica, che è alla base di ogni processo dinamico macroscopico, essa stessa impressa dal primo istante del proto-universo, non sembra più possibile supportare l’asserzione nichilistica delle origine senza prendere in considerazioni le sue principali implicazioni. O il senso dei valori è una pura utopia, e il concetto di crimine contro l’umanità è un illusione totale, o l’illusione riguarda certe scale del tempo e dello spazio dell’evoluzione prive di senso.