EVENTI
STOQ 2009 – CONFERENZA INTERNAZIONALE SU
«EVOLUZIONE BIOLOGICA. Fatti e Teorie»
Abstracts degli interventi:
Ludovico Galleni, Università di Pisa, Italia
Procedere verso l’Essere Umano?
Nell’aprile 1955 morì Pierre Teilhard de Chardin. Egli è molto conosciuto per la sua sintesi tra Scienza e Fede e per le conseguenze teologiche e filosofiche dei suoi scritti.
Tuttavia egli è stato uno scienziato, uno dei più eminenti paleontologi dei XX secolo. È stato precursore di molte tematiche contemporanee nella biologia evolutiva. Considerò la biologia come la scienza della complessità del vivente e la Biosfera come il complesso oggetto da studiare per capire pienamente i meccanismi dell’evoluzione.
Queste nuove prospettive nella biologia evolutiva sorsero da una necessità filosofica: quella di trovare un posto peculiare per il genere umano nella natura.
Erano le creature pensanti il risultato casuale di meccanismi stocastici o il risultato finale di leggi naturali descrivibili? Queste leggi diedero come risultato il muovere verso la complessità e la consapevolezza.
In un libro pubblicato nel 1871, "La genesi delle specie" lo zoologo inglese St. George Jackson Mivart propose meccanismi di evoluzione basati su leggi deterministiche simili a quelle della chimica. Questa era una chiara alternativa ai meccanismi proposti da Darwin e correlati all’incontro casuale tra l’origine della variabilità e la diffusione di varianti grazie alla selezione naturale.
Tra le prove descritte da Mivart ci sono quelle correlate ai parallelismi nell’evoluzione.
La ricerca di parallelismi fu anche uno dei principali temi scientifici sviluppati da Teilhard de Chardin e dal genetista russo Vavilov.
I parallelismi erano una prova sperimentale dell’evoluzione come un muovere verso e in Teilhard de Chardin anche di una legge complessa e cosciente.
Teilhard de Chardin e la complessità biologica: cambiando la scala di investigazione anche I meccanismi devono cambiare: ciò che va bene per una popolazione locale non è valido per uno spazio e un arco di tempo più ampi: l’evoluzione dei continenti è un tema su cui investigare side by side con il livello della popolazione. La discussione odierna sull’evoluzioni dei Mammiferi a livello continentale è un buon esempio della validità della proposta di Teilhard. La sua ultima questione è la scienza della Biosfera studiata da una nuova scienza: la Geobiologia. Le leggi della Biosfera sono i veri motori dell’evoluzione quando la Biosfera è considerata una complesso sistema che evolve.
Qui si rivelano tutte le potenzialità del lavoro di Teilhard: la Biosfera come un sistema complesso. Questa proposta riprende la teoria sistemica in biologia in parallelo con Waddington.
Lo sviluppo di questa proposta è dato dai meccanismi descritti da Lovelock e correlati al mantenimento della stabilità. Questi meccanismi potrebbero generare una causazione top-down che condiziona l’evoluzione dei viventi e che dà ragione al muovere verso la complessità.
Altri aspetti della complessità come effetti soglia e la presenza del cosiddetto caos deterministico potrebbero essere correlati al muovere verso.
Questi insiemi di prospettive sono un buon modo di trovare una soluzione tra i modelli deterministici e stocastici, e un valido strumento per mostrare che vi è un muovere verso nonostante i meccanismi non strettamente deterministici.
La discussione finale riguarda le implicazioni filosofiche del modello. L’evoluzione dell’universo e della vita non è basata su leggi strettamente deterministiche che non lasciano alcuno spazio alla libera azione delle creature pensanti. Né essa è basata solo su meccanismi stocastici. Il muovere verso è basato su meccanismi complessi in cui l’essere pensante troverà le migliori condizioni per il suo libero agire.