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EVENTI

STOQ 2009 – CONFERENZA INTERNAZIONALE SU
«EVOLUZIONE BIOLOGICA. Fatti e Teorie»

Abstracts degli Interventi

Jean Gayon, Università di Parigi 1, Francia

Storia delle Teorie Evolutive

Dal 1859, i biologi evolutivi sono stati tormentati dalla domanda se le loro concezioni fossero o meno "darwiniane". Sebbene questi termini siano ambigui, il ripetuto riferimento a Darwin ha un significato teoretico. Darwin costruì una struttura concettuale che ha canalizzato la ricerca evolutiva per un secolo e mezzo. I due principali aspetti di questa struttura (le ipotesi della discendenza con modificazione e della selezione naturale) saranno confrontati con ulteriori ricerche evolutive, con particolare riguardo agli ultimi 50 anni. Noi proponiamo una classificazione delle critiche rivolte alle due fondamentali ipotesi di Darwin.
Ne L’origine delle specie, i postulati sottostanti l’ipotesi darwiniana di "discendenza con modificazione" sono espressi in un diagramma multiplo, che ha generato nel tempo tre importanti critiche: rifiuto della modificazione graduale, rifiuto di una concezione di cambiamento esclusivamente concentrato al livello della specie, e obiezioni più radicali che riguardano l’idea in sé che la genealogia possa essere rappresentata attraverso un unico "albero".
La stessa ipotesi della selezione naturale è stata criticata su due piani: il piano che Darwin chiamò la "mera ipotesi", e quello di un "principio" capace di spiegare e unificare l’intera teoria della storia della vita. Sul primo piano, tre controversie hanno dominato la scena dagli anni Sessanta: controversie sulla teoria neutrale dell’evoluzione molecolare, controversie sulla selezione del gruppo, e controversie sui limiti imposti dalla complessità e dalla auto-organizzazione.
Sul secondo piano (la "teoria ben-fondata" di Darwin), i biologi evolutivi contemporanei hanno messo alla prova l’idea darwiniana che la selezione naturale spieghi tante "classi indipendenti di fatti" quali sono l’adattamento, l’estinzione, la divergenza, la distribuzione geologica dei fossili, la distribuzione geografica delle specie, le relazioni tra embriologia ed evoluzione, e i modelli di classificazione. La biologia evolutiva contemporanea ammette che la selezione naturale è la sola spiegazione accettabile per l’adattamento, ma ha sollevato seri dubbi sulla capacità della selezione naturale di essere un principio del tutto sufficiente per la spiegazione di alcune o di tutte le altre classi di fatti che Darwin ha spiegato attraverso questa principio.
In conclusione, riprendiamo le successive e ambivalenti attitudini di S.J. Gould verso il "Darwinismo". Nel 1980, Gould sostenne che il Darwinismo era "morto". Nella sua Struttura della teoria evolutiva (2002), egli espresse una valutazione più sfumata, secondo cui il Darwinismo non era stato né "protratto" né "rimpiazzato", ma "espanso". Nei termini di Gould, "espansione" vuol dire una riformulazione dei principi fondamentali del Darwinismo, attraverso la generalizzazione dei principali processi darwiniani e l’aggiunta di nuovi principi, Concludiamo che la struttura darwiniana persiste, non sotto la forma dei modelli particolari della discendenza con modificazione e della selezione naturale ?, ma nel senso dei postulati euristici di alto livello che hanno limitato e canalizzato le possibili scelte teoretiche accessibili ai biologi e ai paleontologi evolutivi.


 

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