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EVENTI

STOQ 2009 – CONFERENZA INTERNAZIONALE SU
«EVOLUZIONE BIOLOGICA. Fatti e Teorie»

Abstracts degli interventi:

Robert E. Ulanowicz, Università del Maryland, USA

Il Processo e Le Priorità Ontologiche nell’Evoluzione

Sebbene egli fosse un fervente ammiratore di Isaac Newton, tuttavia Charles Darwin descrisse l’evoluzione come un processo, piuttosto che come l’azione di leggi su oggetti. Successivamente, la "Grande sintesi" di Fisher e Wright e le conseguenti scoperte nella biologia molecolare hanno smorzato l’audace mossa di Darwin riportando di nuovo l’enfasi nell’ambito dell’evoluzione sugli oggetti materiali e sui meccanismi. Tuttavia, le altre scienze della vita continuano a prestarsi più naturalmente alla descrizione in termini di processi. Si può considerare, per esempio, che le dinamiche degli ecosistemi poggiano su di un gruppo di postulati fondamentali, ognuno dei quali rischecchia un particolare aspetto di un processo. La mutualità costituisce il nocciolo ontologico di questa metafisica, conosciuto come "ecologia del processo". Come forma di contrasto, la competizione è considerata accidentale e derivata. La selezione nell’ecologia del processo può agire internamente al sistema, invece che esclusivamente attraverso l’azione esogena della "selezione naturale". Inoltre, la massima monista, "sopravvivenza del più adatto", è relativa ad un solo elemento di un più ampio agonismo eracliteo/hegeliano che produce la vita. Tali discrepanze con la teoria evolutiva ortodossa suggeriscono un’immagine ben più ricca dell’evoluzione (e dell’ethos che essa ispira) di quanto sia disponibile attraverso la narrativa neo-darwinista contemporanea – una che segue l’istinto originale darwiniano di descrivere la natura vivente come processo.

 

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